02/05/16
Due anni dopo
In questi due anni Adv è cresciuto sino al lancio della nuova testata Advertiser, che recupera il vecchio nome della rivista, giunta al 59esimo anno di pubblicazione ininterrotta. MyMarketing.Net ha lanciato la nuova newsletter e tante novità sono in cantiere.
Per Televisionet.Tv ho continuato a realizzare videointerviste in tandem con i nostri mirabili operatori. Nella suddivisione naturale dei temi e degli argomenti, ho mantenuto i miei cavalli di battaglia: Facebook, Instagram, Iab, Tecnologia, Fumetti (equamente distribuiti tra topi, paperi, ladri in calzamaglia, flotte stellari, con Cartoomics e il Museo del Fumetto sempre in pole position).
Si son letti pure tanti libri, molti dimenticabili che non si meritavano nemmeno l'inchiostro elettronico del Kindle. Altri meravigliosi, da leggere con l'evidenziatore in mano.
Signore e Signori, questo qui solo per dirvi che i Dicotomici Furori riaprono!
27/04/12
Il Giro d'Italia, il vero social network
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=6glwvu2L3Wc]
Sono state presentate al Just Cavalli Cafè di Milano le quattro maglie ufficiali del Giro d'Italia 2012. Andrea Monti, direttore de La Gazzetta dello Sport, ricorda i valori della corsa in rosa, che apre ai social network senza dimenticare la sua storia centenaria.
Da quest'anno la Maglia Azzurra sponsorizzata da Banca Mediolanum sostituirà la Maglia Verde come casacca di leader della classifica del Gran Premio della Montagna. Un'occasione unica per rilanciare lo sport più puro e leale.
10/04/12
L'allenato periodista che lieto (video)intervista
Ecco le mie prime quattro videointerviste, realizzate nella mia avventura milanese, in bilico tra tecnologia e digital marketing.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=TGrDrjuVMH8]
06/04/12
A volte anche i dicotomici furori ritornano

[UPDATE: ora li trovate anche direttamente su questo blog, nel mega-archivione. Meglio abbondare che mancare]
Salvati dall'oblio splinderiano, ritornano cinque anni di Dicotomici Furori. I miei primi passi sul web, all'alba dei blog.
Letti e riletti più di 120mila volte, ora son tutti su http://toninopintacuda.blogspot.it/
Con pezzi storici come Il lepronte, ovvero i miei mercoledì cinematografici con cugini di contorno
Mio cugino ha una scala di giudizi che oscilla tra tre diverse aree: "Minchia ru paccu" (trad. per i non siculofoni: "Il film partiva bene ma il regista non è riuscito a portare a termine coerentemente i fili che andava intrecciando, sceneggiatura carente, cast discreto. Crolla miseramente nel finale e non bastano mica le tette della tipa a risollevare le sorti della pellicola.") - "Graziusu" (trad. "sceneggiatura decisamente originale e eccellente cast, si notava però la mancanza delle degne tette di una tipa per portare il film nell'olimpo dei capolavori") - "Ce lo rivediamo?" (trad. "un capolavoro, tutti gli elementi incastrati bene nella sceneggiatura, il tempo darà alla pellicola la patina del classico. Consiglierei una immediata e ulteriore visione per coglierne appieno gli snodi principali"). Francesco invece ha solo due rutti: rutto tremens vs. rutto melodico.
25/01/12
18/04/11
Buone nuove
Si scrive sempre di meno da queste parti, ci provo in questa settimana di ferie, mentre sperimento il piacere infinito d'aver preso la residenza a Milano, schivando ogni mellifluo candidato al consiglio comunale e le viscidissime strette di mano dei polipi che qui si autoproclamano politici, troppo simili a un branco di topi che si azzuffano dentro un calzino di lana...
Una nuova rubrica sull'Approfondimento, il mio diario milanese. Che poi mi ha fatto partorire anche una nuova rubrica sul seguitissimo urban blog di Palermo, Rosalio. Qui trovate la prima puntata di "Dalla strummula alla pirla".
Collaboro sempre col gruppo TVN, la "nostra" nuova creatura è il Today Digital, il supplemento di Today Pubblicità Italia dedicato al mondo 2.0, lo curiamo noi della Redazione Web, guidati da Roberto Bonin.
Il prossimo mese su Pubblicità Italia esce uno specialone sulla fabbrica dei sogni di via Buonarroti, la Sergio Bonelli editore. Partendo dal filmetto su Dylan Dog son finito a intervistare proprio lui, il grande Sergio Bonelli, il padre del fumetto italiano - o meglio, il fratello, visto che fu suo padre Gian Luigi a rivoluzionarlo con Tex.
Dulcis in fundo, il nuovo canale viaggi di TgCom è curato da noi di TVN. E quattro pezzi sono usciti dal dicotomico encefalo.
La Palermo dei misteri,
Isola d'Elba da Napoleone a oggi sempre più bella,
Dalle parti di Pistoia, per rivivere le avventure di Pinocchio,
Un giorno da cavalieri al castello di Gropparello
02/03/11
Diario milanese: a volte il nerd ritorna
Tra le pubblicazioni trovate le ultime pintacudate, tra cui spiccano le interviste all'AD di Yahoo e al direttore marketing della Nintendo. Ma sono i pezzi che sgorgano dalle passioni di una vita a far la differenza, dopo la Generazione Nintendo, m'hanno affidato lo speciale su Dylan Dog, il film.
Qui trovate la prima puntata e qui una delle più grandi soddisfazioni, il "mi piace" del grandissimo Angelo Stano.
20/12/10
Capita anche questo
Mentre mastico gli ultimi giorni del 2010 qui a Milano, in attesa di sfornare una nuova puntata del mio diario milanese, mi sono imbattuto in un nuovo blog siciliano che mi ha dedicato un post. Ho apprezzato il fatto d'essere celebrato come "personalità bagherese" ma perché mi sembra tanto un necrologio?
Fatti i dovuti scongiuri, eccomi qui.
***
Sull'ultimo numero dell'Approfondimento, gran bel mensile del mio borgo natio c'è un racconto a cui sono particolarmente legato, I fiori viola. Che segna l'inizio di questa nuova vita. Se passate da Bagheria e provincia, compratelo. Buon Natale!
03/05/10
nostalgia del fare
C'era una volta l'ottimismo di muovere le mani attorno al materiale, imparando a togliere «sempre più quel distacco tra ciò che vuoi fare e ciò che fai», come nel primo Calvino torinese (I giovani del Po, 1957-58). O magari il pendolarismo di Ugo Braida, figura-tipo di quegli operai «minori» che ogni mattino arrivano a Torino dalle province piemontesi nel romanzo Gli anni del giudizio (1958) di Arpino. Quel cantare (o scatarrare) nel buio di treni da «baracchini» che si muovevano al passaggio di un Paese in crescita dai campi al «fabbricone», in attesa di quegli altri treni della speranza che stanno per arrivare dal Sud. Parenti ancora sani di quel vizio che sta per insidiare il fegato di un Ottieri all'assalto del suo Donnarumma ((1959) o il cuore di un Volponi eporediese all'incontro del suo Albino Saluggia in Memoriale (1962): prossimi l'uno e l'altro al famoso fascicolo n. 4 del Menabò di Calvino e Vittorini, ma più ancora alla grande parabola dei condizionamenti psicologici e della falsificazione consumistica di ogni valore morale che si profila con Il padrone (1965) di Parise.
01/05/10
L'agonia del romanzo
...Ad aver subìto un colpo mortale è stata la letteratura nel suo insieme, sostituita dalla paraletteratura da classifica, quella «al polistirolo», «abbozzata», «di plastica», secondo le definizioni di Davide Morganti, intervistato da Pietrangelo Buttafuoco (Il Foglio, 23 aprile). Si è poi esaurito anche il romanzo di genere vero e proprio, che, come avverte, nello stesso servizio, lo scrittore Massimiliano Parente, «deve vedersela con i cazzuti sceneggiatori delle serie televisive». Per Parente è morto, o quasi, persino lo scrittore-scrittore, abbattuto da una nuova categoria, quella dell' «e scrittore»: «giornalista e scrittore», «blogger e scrittore», «opinionista e scrittore»...
Varcare una frontiera
«Quello che volevo era semplicemente varcare una frontiera, quale che fosse: non mi premevano lo scopo, il traguardo, la meta, ma il mistico e trascendentale atto in sé di varcare una frontiera».
Ryszard Kapuściński, In viaggio con Erodoto
- Montevideo (gennaio 2007)
11/04/10
Riviste e meraviglie
Per festeggiare il primo compleanno del progetto è stato appena pubblicato il numero 2 in pdf: un piccolo reportage sull'editoria siciliana, racconti della memoria tra Bagheria e Messina, un articolo sul rapporto tra Amici di Maria De Filippi e Marx, recensioni, foto, e la sezione "storie vostre" per i racconti che arrivano all'indirizzo pupidizuccaro@gmail.com.
È possibile scaricare il numero direttamente da qui.
25/03/10
"Tre gocce di zammù" sull'Approfondimento
È nelle edicole di Bagheria e dintorni il nuovo numero dell'Approfondimento di Bagheria (qui la pagina facebook) in cui troverete il mio racconto Tre gocce di Zammù che era già stato selezionato per il progetto Microcenturie.
E c'è anche un mio corsivo: La notte dei bollettini viventi.
Buona lettura
21/01/10
Il ritorno del vecchio Dylan?
Per questo "Mater Morbi" si sprecano gli aggettivi: solida trama, disegni magistrali, paragoni con pietre miliari della letteratura come "Il lungo addio" e "Johnny Freak". Se non si son rincoglioniti tutti è la volta che quell'ex alcolizzato mi riacciuffa. Speriamo bene. Che per leggere qualcosa di buono su Dylan Dog (non IN, dico proprio SU) una deve espatriare sui blog dei fuoriclasse Bonelli, come la Barbato (che con Tueentoun nel Dylan Dog Gigante di quest'anno m'ha impedito di maledire per 58mila volte i 5.80 euro spesi, dopo che avevo iniziato la lettura dalla versione dylaniata del Piccolo Principe) e - inevitabilmente - Roberto Recchioni, che ha m'ha conquistato post dopo post, soprattutto con questo.
Che dire? Ci manca solo che l'imminente film sull'Investigatore dell'Incubo si riveli una scudisciata sugli zebedei...
02/01/10
Palermo. Geografie del mistero
Presso la libreria Modus Vivendi di Palermo è disponibile l'antologia Palermo, geografie del mistero curata da Fabrizio Piazza. Tra i 17 autori ci sono anch'io, con il mio Via Lincoln.
21/07/09
Fumetti e nostalgie
Il mondo è andato avanti e con lui pure le nuvole parlanti. Sdoganate nuovamente sulla stampa, con la meritevolissima serializzazione della biografia a fumetti di Peppino Impastato sulle colonne dell'Unità.
Quest'anno è il primo texone senza papà, che ha letto Tex sino all'ultimo, facendosi portare su quel letto da cui non si sarebbe più rialzato l'ennesima ristampa a colori che allegano a Repubblica.
La serie regolare l'aveva abbandonata al numero 500 e passa. Ogni tanto gliene portavo uno, per coccolarlo e rendergli più digirebili gli interminabili pomeriggi sul divano da cui non riusciva più ad alzarsi.
Diceva che le avventure d'Aquila della notte erano stanche ripetizioni della stessa minchiata declinata immutabile, come la montagna di patatine declamata da Kit Carson.
Stessa sorte, con quattrocento numeri d'anticipo per Dylan Dog, che dopo l'abbandono di Tiziano Sclavi è diventato parodia di se stesso. Con schema macilento e spiegone finale. Dov'è finita la magia che aveva fatto partorire perle rare come Johnny Freak, Il lungo addio, Gente che scompare, Il male?