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17/05/09

Mettendo assieme parole



Leggevo l'introduzione all'ultima raccolta di racconti di Stephen King, unico sfizio che mi concedo tra quei libri d'alto rango, schierati, impegnati che troppo spesso sono semplici e sterili introduzioni. Dalla prima all'ultima pagina non si trovano altro che premesse che a nulla conducono, dopo aver sciorinato azzardi sintattici e sfilze di coordinate.

King, almeno quello dei tempi d'oro, ha il pregio di narrare schiettamente storie, senza fronzoli e senza orpelli. E ha sulla coscienza più d'un macchiafogli che ha iniziato a scribacchiare per emularlo, coscientemente o del tutto ignaro.

La storia del professore precario di letteratura inglese che sfama i suoi marmocchi coi turni di notte alla lavanderia d'un motel e piazza fortunosamente racconti per riviste che si leggono con una mano sola... Tutto così dannatamente self-made man da risultare talmente costruito ad hoc che potrebbe pure essere vero. Come la scena con cui apre il nuovo libro: sua moglie Tabitha che gli sforbicia via la carta di credito, gesto che molti di noi dovrebbe trovare il coraggio di fare per non vedere al prossimo calendario spuntar toppe variopinte sulle proprie chiappe.

La chiusa è da manuale:
E ora lasciate che mi tolga di mezzo. Ma prima di lasciarci, voglio ringraziarvi per esserci. Scriverei ancora se mi abbandonaste? La risposta è sì. Perché mi sento felice quando le parole si assommano e l'immagine si forma e le persone inventate fanno cose che mi deliziano. Però con te è meglio, Fedele Lettore.
Sempre meglio con te.

Pure a me piace mettere assieme parole.

22/03/09

Di novità spiccatamente bagheresi, sciamani con coda di sirena e d'altre meravigliose idiozie

Naviganti, di cose ne succedono a bizzeffe.

La sfiga di mio padre e della sua cardiopatia la lascio sullo sfondo: dopo la preparazione per l'ennesimo intervento il cardiochirurgo giustamente deve maritarsi e inaugurare il talamo dopo un giro per il mondo.

BombaSicilia, lo sapete bene, è bella che andata. Novità si profilano all'orizzonte, corroborate dalla recente riunione dei bombasiciliani superstiti in nota cioccolateria panormita, alla vigilia del concerto del grandissimo Vinicio.

Sul fronte lavoretto-scrittura-giornalismo: alla fine ho ceduto alle lezioni private, in questi dieci anni ho studiato, scritto, fatto peripli del mondo conosciuto per tornare a far studiare le stesse cose che già avevo digerito dieci anni fa. Più scuro di mezzanotte non può fare?

Imminente la pubblicazione della seconda parte di quella novella che mi portavo dentro da una vita: Bagheria morì d'improvviso, potete recuperare la prima parte qui. Glisso sulla domanda che tutti mi fanno: se pensate che sono un vecchio professore sessantenne che lotta contro la mafia... non può che farmi piacere. Magari non lo sono ancora, ma un giorno correndo un po' di più, chissà!

Bagheria ha una libreria, una vera libreria, non uno scaffale della Sma o d'un'edicola. La gestisce la grande Liliana. E Roberto Alajmo ha presentato lì il suo ultimo delizioso libricino: Le ceneri di Pirandello, pubblicato dalle meritorie Drago Edizioni e illustrato da Mimmo Paladino. Ho avuto il piacere di intervistarlo e il frutto di quella chiacchierata lo troverete sul prossimo numero di 90011.magazine.