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10/07/09

La misteriosa scomparsa dei trentenni bagheresi

Metter su casa e formare una famiglia sono i sogni proibiti dei giovani concittadini


Che fine hanno fatto i trentenni bagheresi?
Dovrebbero essere loro i protagonisti di questi anni ma tranne rare e splendenti eccezioni sembra proprio che i nati tra il Settantasette e l´Ottantatré abbiano fatto la fine dei basilischi, delle chimere, degli unicorni. Tutti gli esseri mitici che popolavano l´immaginario medievale sono spariti nelle sabbie del tempo. Terribile è che nessuno senta la mancanza di questa larga fetta di popolazione. Basta sbirciar le statistiche, quasi immutate nascite e morti. Ma soprattutto non cresce il numero delle nuove famiglie.

Politiche miopi a livello locale, regionale, nazionale ed europeo hanno bucato i sogni d´un´intera generazione. Un baffuto filosofo cercava l´oltreuomo perché, scriveva, è impossibile che l´uomo attuale faccia o desideri meno dei suoi predecessori. E invece è andata proprio così. Perfino i coccodrilli gonfiabili hanno resistito alla crisi e immutati riappaiono anno dopo anno a dar tocchi d´esotico alle nostre spiagge. I giovani bagheresi meno d´un pupazzo li abbiamo considerati, condannando loro e la città tutta a una morte lenta.

03/01/09

Tre gocce di zammù

[caption id="" align="alignright" width="138" caption="venditore di acqua e anice"]venditore di acqua e anice[/caption]

La nonna ci tirava su ad acqua fresca e tre gocce di zammù, l'anice che la ditta Tutone imbottigliava ininterrottamente dal 1813, da quando Bolivar s'era preso Caracas e tutto il Venezuela. Sta connessione tra l'anice e il Sudamerica era uno dei cavalli di battaglia del nonno che in Venezuela aveva due fratelli e tre cugini che erano andati a cercar fortuna lì, sognando di divenir ricchi tanto da farsi il pediluvio e il bidè col petrolio.

Quando la fame rummuliava negli stomaci il beccuccio dell'oliera d'acciaio tracciava generose scie d'oro sul pane appena scaldato sulla piastra della cucina economica che divorava ciocchi d'ulivo e di limone.  Dopo la merenda c'era il riposino obbligatorio che durava sino all'ora di Dallas da vedere in ossequioso silenzio che l'alternativa era la mitragliata di sculacciate col battipanni di canapa intrecciata.