04/02/07

La BombaCarta del prete

Corriere della Sera, edizione romana, 3 febbraio 2007 ©



MINIMA ROMANA di Elisabetta Rasy

 

La BombaCarta del prete

             

BombaCartaUna mattina di marzo del 1997 un giovane professore del Massimo, storico liceo dei gesuiti, aprì un cassetto per cercare una matita. Invece della matita Antonio Spadaro, allora in attesa di essere ordinato sacerdote nella Compagnia di Gesù, trovò una poesia abbandonata da uno sconosciuto allievo e si rese conto che c' era tra i ragazzi una sommersa voglia di esprimersi che chiedeva ascolto.



Mise un annuncio in bacheca in cui li invitava a tirar fuori i loro scritti: credeva che ne sarebbero arrivati una decina, invece fu un' esplosione, anzi una «bombacarta». Fu proprio con questo nome, «BombaCarta», che nacque un' associazione culturale che oggi ha centinaia di iscritti di ogni orientamento ideale, religioso e politico, funzionando sia come laboratorio virtuale via internet, sia come reale officina di incontri su libri, cinema, musica.



Padre Spadaro, autore di numerosi saggi sulla letteratura contemporanea, aveva in mente modelli diversi tra loro, dagli «Esercizi Spirituali» di Ignazio di Loyola al progetto «under 25» per giovani scrittori ideato da Pier Vittorio Tondelli, ma con un unico obiettivo: nel rapporto coi libri e ogni forma espressiva valorizzare prima di tutto esperienze ed emozioni personali. Da Roma «BombaCarta» ha attratto al suo lavoro altri pezzi di mondo: il gruppo romano accoglie i soci pellegrini una giornata al mese al liceo Massimo, e i pellegrini sono ogni volta più numerosi, a dimostrazione che non sempre la cultura per conquistare gli animi deve essere moda o spettacolo.       



[Aggiungo con legittimo orgoglio che tra "i pezzi di mondo" c'e' anche la Sicilia con  le neonate
Officine di Messina e l'attiva BombaSicilia, cosi' l'ha definita Mario Desiati nell'introduzione al Best Off 2007. Tanto attiva che ora ha anche la sezione rubriche in forma di blog]

01/02/07

Il meglio del diario uruguayano







dal 22 gennaio al 18 aprile 2007

in diretta da Montevideo (UY)



Tonino Pintacuda e il suo diario uruguayano





clicca sulla foto per il fotodiario



Un'esclusiva per l'edizione sudamericana de

 "La Gente d'Italia, cronache degli italiani dal mondo"




il rock e i bisogni dell'anima

Anticipiamo che presso il salone delle conferenze de La Civiltà Cattolica

 Via di Porta Pinciana, 1 - Roma

(con ampio parcheggio interno)



sabato 24 febbario 2007 alle ore 18.00



il critico letterario Antonio Spadaro



terra' una conferenza dal titolo

«MUSICA ROCK E BISOGNO DELL'ANIMA»

Ma cos'è un libro?

Ma cos'è un libro? È il parto di un malato di mente. Di un pervertito, un disadattato, un aspirante suicida, un pazzo, un uomo bisognoso di cure. La sua storia verrà confezionata a uso e consumo di altri pervertiti, disadattati, aspiranti suicidi, pazzi e uomini bisognosi di urgenti cure.



Un signore molto ricco prenderà questo parto del malato di mente, lo schizzo furioso e consolatorio di un pazzo, medicina e droga per altri pazzi. Si arricchirà, illuderà autore e lettore di averli resi un pò migliori di quello che sono e poi se la godrà.



Mario Desiati, Vita precaria e amore eterno, p. 172

23/01/07

Diario uruguayano (1) e la nuova BS

Ecco, ce l'ho fatta ad arrivare in Uruguay.

Le prime impressioni le potete leggere su Rosalio.

Perche' il siciliano il legame con la Santuzza non lo perde mai, manco dove l'acqua scorre al contrario...

Volete farvi un giro a Montevideo?

Guardate che angolo di paradiso...






Altre novita'?



Si', la nuovissima BombaSicilia... (qui il comunicato stampa)

Rilanciamo da bloGodot:



Bisogna essere abituati a sconfinare per raccontare l'aria di confine, i colori di chi occupa le terre di mezzo, i sapori delle appartenenze spesso ostentate per oscurare le (inevitabili) contaminazioni. Bisogna essere avvezzi a scorrazzare oltre le mura di casa propria: occorre sapersi affacciare, sporgersi dai davanzali delle certezze, non temere di respirare la diversità.

Dostoevskij, Nekrosius, Sofocle, Sartre sono soltanto alcuni dei nomi che sbucano dalle pagine dell'ottavo numero della rivista BombaSicilia: "Front'ieri. Parole di confine e parole al confino". Nomi che compaiono amplificati dalle personalissime letture, riconfermati nella loro grandezza borderline.



BombaSicilia è nata in un brodo primordiale che conosciamo bene dalla scommessa di un under 25 siciliano da tenere d'occhio, ha pescato bellissime menti isolane e ha rastrellato nuove penne sul continente (imbarcando anche noi nel "folle volo"... la nostra metà femminile, in realtà, aveva già fatto un viaggetto a bordo). E non si è mica fermata sul web: ha già travalicato con successo i confini della rete per approdare sulla carta, in occasione del terzo appuntamento del progetto Best off. Un racconto di Maura Gancitano, che ha visto la luce per la prima volta nel numero speciale "Attraverso le terre, il mare", è stato inserito nell'antologia "Voi siete qui. Sedici esordi narrativi", edita da Minimum fax e curata da Mario Desiati.



Chissà che il futuro non riservi altre cartacee sorprese.



Leggete e sconfinate, dunque. Questi macchiafogli lasceranno il segno.

16/01/07

- 2

biglietto

10/01/07

- 8: ditelo pure ad Earl e Gamberone

Mancano otto giorni al grande salto. La valigia è pronta da tempi immemorabili.

Riempio le giornate con qualunque cosa mi distragga dal pensiero fisso e martellante delle dodici ore d'aereo per Buenos Aires e da lì un altro volo per Montevideo. Resterò lì per ottantasette giorni.

Dal 18 gennaio al 18 aprile.

A riempire pagine per il mio giornale.



Avevo sempre pensato di finire dietro una scrivania o una cattedra - di qualunque ordine e grado...

Qui in terra triangolare a masticare bile, balle e frustrazione. Vedevo perfino la polvere che nevicava lieve sulle valigie che m'hanno regalato per la laureasopra l'armadio del corridoio.



E invece tra otto giorni parto per l'Uruguay. Non finirò come il protagonista de "La vita è meravigliosa" ad aspettare un viaggio che non arriva mai.

Mancano sette giorni e non so nulla. Sono atterrito, sconvolto, stravolto e abbastanza giovane da prendere quello che non ho per andare a cercar fortuna a Montevideo. Vado a scrivere.

È successo davvero: alla fine mi pagano per scrivere.



Tra le mille cose da fare c'è un numero zero che cresce piano piano e un portale da riempire. Se volete sbirciare la bozza del portale fate pure, anzi andate, guardate e datemi qualche riscontro.



Solo un consiglio: procuratevi in qualsiasi modo la prima serie di "My name is Earl". E' splendido. E fate la lista...

Cos'è la lista?

Leggetela!