07/07/06

vibrisselibri

L'idea bombetta di giulio mozzi va prendendo forma, pur facendo parte del comitato di lettura, ho iniziato a pensare ad un possibile logo.

Ecco quello che ha ottenuto maggiore consensi (gli altri tentativi sono qui):



Laurea Specialistica

20/12/2004, laurea in filosofiaSe vi interessano gli sviluppi del mio percorso di studi, premettendo che mancano al seguente manifesto le cinque storie (Greca, Romana, Medioevale, Moderna, Contemporanea) aggiunte per accedere alla mia classe di concorso alla Scuola di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario, continuate pure a leggere.




Appena finisco scrivo finalmente quel libello bianco sulla laurea specialistica. Un abbozzo l'ho già delineato qui, su Vibrisse  trovate invece la maestosa sintesi della vita accademica.
 


Manifesto degli studi A.A. 2005-2006 di Filosofia e Storia delle idee - curriculum Estetica







































































I ANNO votazione
Filosofia dell’arte 

    trenta
Metodologia della storiografia estetica     trenta e lode

Teoria della critica d’arte     trenta
Teoria della letteratura

    trenta e lode

Iconologia del teatro e dello spettacolo     trenta e lode

Psicologia delle arti     trenta
Filosofia della musica     trenta
Psicologia     trenta e lode
Letteratura tedesca     trenta e lode


 Laboratorio Arte e Filosofia


    ottimo


































DISCIPLINE NON OPZIONALI
Informatica dell’arte   trenta e lode
Economia dell’arte   trenta
Istituzioni di regia

  trenta e lode

Filosofia teoretica   a data da destinarsi

Prova finale

05/07/06

L'ultimo nostos di Ulisse

Ho finalmente raggrupato in un unico pdf "L'ultimo nostos di Ulisse", il bel saggio di Alessandro Garigliano già comparso su Nazione Indiana nel febbraio del 2004.





(E per chi volesse raggiungermi via Skype il mio nome Skype è t.pintacuda)

il sorriso tagliente

Ma la realtà ha una sua evidente e perfida rivincita. Provenzano appare sorridente nelle immagini che lo mostrano mentre viene trasportato in questura.
Imperturbabile e giocondo, Provenzano non si cura neppure dei giovani palermitani che sono accorsi per veder da vicino la faccia di chi li ha governati occultamente per tanti anni e lo appellano “bastardo” con una irriverenza inusuale. L’uomo che ride non mostra i denti (la dentiera), per quanto pescecane ancora sia, e di una specie ben più feroce del Mackie Messer brechtiano.
Questo sorriso, che a qualche romantico commentatore è apparso di timidezza, esprime invece un’inquietante enigmaticità e un’inequivocabile cattiveria. È un sorriso tagliente, che fa tremare. E non perché sia un ghigno satanico, ma al contrario proprio perché è umanissimo: è la cifra di una eversione che non ha nulla di metafisico, ma è tutta dentro la storia, sebbene nel modo distorto dei fenomeni patologici.



E ho guardato dentro un'emozione...

E va bene così, senza parole...



Johann Friedrich Overbeck,
Italia und Germania,
Neue Pinakothek München







04/07/06

oberato ma non troppo (3)

L'esame di Istituzioni di regia doveva essere oggi ma grazie al cognome in P sono sempre posticipato al terzo giorno, quindi è tutto rinviato al 6 dopo le 16.

Però la questione degli altri tre crediti è risolta, li accorpo alla materia, dato che dopo essere stato sballottato a destra  e a sinistra (coordinamento didattico, Centro orientamento e tutorato, tutor e presidenza), ho fortuitamente incontrato il presidente del corso di laurea da cui questa materia è stata mutuata, mi sentivo un pianetuzzo impazzito, magari uno di quelli disegnati da Pupino Samonà di cui consiglio a tutti i palermitani - come ha già fatto la mia lei - di andare a vedere la mostra che sino al 9 luglio è al Loggiato San Bartolomeo. Di Pupino Samonà ho appena scoperto un decente sito ufficiale con le foto del memoriale che l'artista palermitano ha installato ad Aushwitz (pezzi scartati in fase di montaggio sono visibili nella mostra).

Risolto pure il problema con Bavetta, grazie alla faccia tosta di inviare un pdf di 2 Mb direttamente a lui devo solo verbalizzarla il 14 luglio, data palermitana per eccellenza,  poi il 24 con filosofia teoretica ho ufficialmente finito le materie della specialistica, tranne che ho dovuto aggiungere tutte e cinque le storie per la SISSIS, paradossalmente pur potendo laurearmi ora a luglio non ero poi nelle condizioni di accedere alla mia classe di concorso.

Ho comprato pure il nuovo numero di Stilos e Walter Pedullà parla sempre dell'amato D'Arrigo qualunque sia il tema del suo trafiletto...

Da oggi questo blog è pure raggiungibile dall'indirizzo www.bombacarta.org/pintacuda che, ne converrete, è molto più incisivo... Che Splinder pare tra l'altro il sorcio gigante maestro delle tartarughe ninja... (lo so che quello era SplinTer!)

03/07/06

un linguaggio non imitabile

Ci si costruisce (strada facendo: ma ci si illude di averlo fatto a priori) un proprio decalogo privato. Tu scriverai conciso, chiaro, composto; eviterai volute e sovrastrutture; saprai dire di ogni tua parola perché hai usato quella e non un'altra; amerai e imiterai quelli che seguono queste stese vie.

Poi ti imbatti in Horcynus Orca e tutto salta: è un libro esuberante, crudele, viscerale e spagnolesco, dilata un gesto in dieci pagine; spesso va studiato e decodificato come un arcaico, eppure mi piace, e non mi stanco mai di rileggerlo e ogni volta è nuovo.

Lo sento interamente coerente, arte e non artificio; non poteva che essere scritto così. Mi fa pensare a una certa galleria che è stata scavata secoli fa, nella roccia, in Val di Susa, da un uomo solo in dieci anni: o a una lente con aberrazioni, ma di portentoso ingrandimento.

Mi attira soprattutto perchè D'Arrigo, come Mann, Belli, Melville, Porta, Babel e Rabelais, ha saputo inventare un linguaggio, suo, non imitabile: uno strumento versatile, innovativo e adatto al suo scopo.


Primo Levi, La ricerca delle radici  (su segnalazione di Demetrio Paolin)