30/04/03

Se desidero un'acqua d'Europa, è la pozzanghera
nera e gelida, quando, nell'ora del crepuscolo,
un bimbo malinconico abbandona, in ginocchio,
un battello leggero come farfalla a maggio.


Rimbaud - Il battello ebbro


 


Rimbaud -Deliri II. Alchimia del verbo -da Una stagione all'inferno

Divenni un'opera favolosa: vidi che tutti gli esseri hanno un destino di felicità: l'azione non è la vita, ma un modo di sprecare una qualche forza, uno snervarsi. La morale è la fiacchezza del cervello.
A ogni essere, mi sembravano dovute molte altre vite. Quel signore non sa ciò fa: è un angelo. Questa famiglia è una covata di cani. Di fronte a molti uomini, parlai ad alta voce con un istante di una delle loro altre vite. - Fu così che amai un porco.
Nessuno dei sofismi della follia, - la follia da manicomio, - fu da me dimenticato: potrei ripeterli tutti, detengo il sistema.
La mia salute fu minacciata. Giungeva il terrore. Sprofondavo in sonni di giorni e giorni, e, alzato, continuavo i sogni più tristi. Ero maturo per il trapasso, e lungo una via di rischi la mia debolezza mi conduceva ai confini del mondo e della Cimmeria, patria d'ombra e dei gorghi.
Fui costretto a viaggiare, distrarre gli incantesimi adunati nel mio cervello. Sul mare, che amavo come se avesse dovuto lavarmi da un'immondezza, vedevo levarsi la croce consolatrice. Ero stato dannato dall'arcobaleno. La Felicità era la mia fatalità, il mio rimorso, il mio verme: la mia vita sarebbe stata sempre troppo immensa per dedicarsi alla forza e alla bellezza.
La Felicità! Il suo dente, dolce da morire, mi avvertiva al canto del gallo, - ad matutinum, al Christus venit, - nelle città più oscure...

29/04/03

Boe: Bar Boe! Pronto, chi parla? -


Bart: Pronto? Vorrei parlare con Cool, di nome fa Lou -


Boe: Aspetta che vedo... Lou Cool, Lou Cool?! C'è uno al telefono che vuole Lou Cool! -


Boe: Stammi a sentire, piccolo vomito schifoso, un giorno di questi ti acchiappo e ti incido il mio nome sulla schiena con una piccozza!


(ormai il delirio...)

Parlano di me sul forum della casa editrice Fernandel


Giornata fiacca, la febbre si è stabilizzata. Calo 2 antibiotici al giorno e quasi quasi m'attacco alla tv e mi lascio scivolare sino alla camera 237 dell'Overlook Hotel. Letto il numero 200 di Dylan Dog, ridicolo! Si poteva evitare, i disegni di BB sono fantastici e i colori sono magici ma la sceneggiatura sembra una puntata di una telenovela, il figlio dell'ispettore Bloch, un drogato geloso dell'affetto del vecchio per Dylan, il campanello e il galeone venduti da Hamlin! L'unica cosa bella è Groucho, pimpante ed effervescente che dorme dentro un baule!


Assioma di Ducharme:
Se osservi abbastanza attentamente il tuo problema ti accorgerai di essere parte del problema.


From Guido "Ti spedisco alcuni bei versi su cui riflettere,


I had a false belief

I thought I came here to stay

we're all just visiting

all just breaking like waves

The oceans made me

but who came up with love?


Push me, Pull me, or Put me out


ma non ti dico chi è l'autore, se t'interessa prova a scoprirlo da solo o mettilo come verso della settimana"

28/04/03

"Non è morto ciò che in eterno può attendere"
(Abdul Alhazred)


 

                             NARRATOR (con't)
                             Then, it dropped into darkness.

                             The great machine knew that this
                             tiny scout was reporting back to
                             its parent; but it was too simple,
                             too primative a device to detect
                             the forces that were gathering
                             round it now.

                             Then the pod came, carrying
                             life. The great machine searched
                             its memories.

                             The logic circuits made their
                             decision when the pod had fallen
                             beyond the last faint glow of the
                             reflected Saturnian light.

                             In a moment of time, too short to
                             be measured, space turned and
                             twisted upon itself.

12/9/65                                                    d8
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                          END OF SCREENPLAY
                            END OF FILE


La sceneggiatura è quella scritta da Stanley Kubrick e Arthur C. Clarke, firmata il 9 dicembre 1965, non corrisponde ai dialoghi del film. Questa stesura prevedeva ancora la voce del narratore.


(dall'Archivio Kubrick) 

27/04/03

Senza spiegare nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà.


~~~~~~

- Ogni tanto mi chiedo cosa mai stiamo aspettando.
Silenzio
- Che sia troppo tardi, madame ... 


Oceano Mare, Alessandro Baricco