07/06/06

La verità sul precariato

Lo scrittore Demetrio Paolin, autore del terzo libro della prima terna Untitl.Ed segnala l'imminente uscita della seconda terna e in altri lidi, nel fluire libero del dialogo quotidiano della redazione di BombaSicilia, tra una mail e l'altra ha scritto la verità sul precariato, una verità indigesta e indigeribile, come ogni buona verità:



a me non mi interessa che mi si descriva il fenomeno della precarietà: io
vorrei capire cosa sta dentro  questa precarietà


e io non ci sento nostalgia.
di cosa direte voi?


ma di saper fare un lavoro.
Il vero problema della mia, nostra, generazione è questo: il non renderci
conto che non sappiamo fare. Che conosciamo a menadito certe cose, ma non
sappiamo fare.


è questa nostalgia del saper fare che vorrei venisse evidenziata. e non la
scusa di prendere la precarietà come un altro orizzonte dove poter fare i
finto maledetti boheimen del cazzo.

05/06/06

Nonostante tutto




And did you get what
you wanted from this life, even so?
I did.
And what did you want?
To call myself beloved, to feel myself
beloved on the earth.

E hai ottenuto quello che
volevi da questa vita, nonostante tutto?
Sì.
E cos’è che volevi?
Potermi dire amato, sentirmi
amato sulla terra.




04/06/06

lettera aperta ai catenisti

Stantuffatori di vuoto, ponete fine alla vostra e alla nostra sofferenza!


 Agli albori di internet non c'era niente di più fastidioso delle catenelle di Sant'Antonio, ma almeno lì cancellavi impietoso e buonanotte. Guardate i vostri blog, siete così a corto di idee di riciclare, stiracchiare, riesumare tormentoni vecchi e nuovi? L'ultima tortura che ci propinate è quella che declama i favolosi anni 80.


Ok, l'abbiamo letta tutti, la prima volta poteva pure farci piacere, la seconda un po' meno e la terza ci ha fatto lucidare una qualsiasi arma bianca per tagliare il filo del modem e dire addio a questa grancassa di ripetizioni vane e inutili. Leggete un buon libro, andate a far l'amore, personalizzate i vostri anni '80 ma non copincollate mai e poi mai l'ennesima catena. Siete davvero degli insacca-nebbia?


 

Tranci d'orca





Il sole tramontò quattro volte sul suo viaggio e alla fine del quarto giorno, che era il quattro di ottobre del millenovecentoquarantatre, il marinaio, nocchiero semplice delle fu regia Marina 'Ndrja Cambrìa arrivò al paese delle Femmine, sui mari dello scill'e cariddi.

Inizia così il monumentale Horcynus Orca di Stefano D'Arrigo. In Bottega di lettura è iniziata la prima lettura a staffetta, il primo trancio d'orca è toccato a me, il secondo a Giorgio Morale.
Buona lettura.

03/06/06

Votare in un comune sciolto per condizionamenti di tipo mafioso

Parliamo onestamente, parliamo di queste nuove elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale. Tutti vogliono fare i consiglieri per l'indennità di 1300 euro. Arrivati lì, diventano facile merce di scambio e le idee diventano peti e petuncoli nella notte senza luna. Ci siamo già arresi secoli fa, quando la terra di Cerere divenne terra di stupri reiterati perpetuati in nome di un'unità italica che nessuno ha mai lontanamente percepito.

La gente prende ancora una scarpa prima del voto e una dopo il voto. E con scarpa intendete quello che vi pare: accompagnamento, lavoricchio, euro sonanti, telefonini e trikke trakke.

La Storia non la cambiamo, la subiamo. Hanno preso il re della mafia, che minchia è cambiato?
Nel mio piccolo di Bagheria ho sempre parlato. Anche su Vibrisse, il bollettino letterario più letto in rete e proprio Bagheria ha dato il via al giro d'Italia.

Per ora "lavoro" proprio al Comune e più cose vedo più schifo respiro, i politici vengono, stringono mani, lasciano tonnellate fac simili e se ne vanno. Gioco forza perché nessuno spiega che questo perverso meccanismo di proliferazione dei candidati serve solo a portare voti al partito e aumentare l'affluenza abbassando il quorum. Siano 900 o 1300 euro, il motivo principale del nuovo impegno politico resta meramente economico.

Prendi la cultura, faccio convegni, presento nuovi autori, mi spediscono chili di libri da recensire. Propongo qualcosa all'assessore alla cultura e lui sorridente fa finta di prenderlo in considerazione, ma le associazioni sono sempre le stesse, si spartiscono le carogne ab origine.

Puoi spedire milioni di curriculum ma resti a spasso sino a quando, anche tu cali la testa. I ragazzi vogliono solo un po' di sicurezza e qualche certezza in cui concretizzare sogni e le vecchie utopie. Troppi a Bagheria devono fare la valigia e andare a cercare fortuna altrove.
Progresso? NOn so che minchia significa, so solo che sinistra o destra per me pari sono, qui in questa terra di Nessuno in cui si continua a votare per Totò vasa vasa.

si dovrebbe tornare a fare politica per il bene comune e non per il gettone, il 99% dei candidati manco lo sa per che cosa si porta.

Ragazzi di bottega, gente delle case popolari (e ho il massimo rispetto per la loro santa dignità), proprietari di palestre alla moda. Poi arrivano lì, si vendono al miglior offerente e Bagheria affonda sempre di più nella merda. Perché la mafia ti striscia addosso, bianca, rossa, nera. Pettino sempre la speranza, malgrado tutto o proprio per questo tutto.

02/06/06

La staffetta dell'Orca

Come scrive il buon vecchio George Steiner parlando dell'Orca di D'Arrigo


Nulla è più frustrante, per un lettore appassionato, di trovare un libro che per lui è travolgente, un capolavoro, e scoprire che quasi nessuno lo conosce e che non è facile persuadere gli altri a condividere il piacere che gli dà. Come può essere che un libro che lo colpisce profondamente, che trasforma il suo panorama interiore, rimanga oscuro e, in larga misura, non letto? O che i colleghi, gli amici a cui comunica il suo entusiasmo rimangano scettici o addirittura rispondano in modo negativo?

Allora anch'io nel mio piccolo combatto contro questa frustrazione e dico la mia in bottega, buona lettura


Andate e leggete

«Chissà perchè ho pensato sempre che tu fossi un prete. oggi ho pensato che mi stavo confondendo».