14/06/03

Istituzioni di filosofia 6
Filosofia del linguaggio 9
Storia della Filosofia 9
Estetica 9
Storia della Filosofia antica 6
Psicologia generale 6

Altre attività (ulteriori conoscenze linguistiche, informatiche, ecc…) 6


Laboratorio italiano di scrittura 3
Storia medievale 6
Storia dell'estetica 9
Sociologia della comunicazione 9
Logica matematica 6 26/06/2003
Filosofia morale 9 30/6/2003
Fondamenti della matematica 6 2/9/2003
Storia della Filosofia medievale 6 18/9/2003
Intelligenza artificiale 6 (21/7/2003)


Lingua e traduzione inglese 9


Anno Accademico 2003/2004


Teoria dei linguaggi e della mente 9
Filosofia della scienza 9
Linguistica generale 6
Filosofia teoretica 9
A SCELTA DELLO STUDENTE 12
Altre attività (ulteriori conoscenze linguistiche, informatiche, ecc.) 3
Prova finale e conoscenza lingua dell'UE 12 (9+3)

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13/06/03

Ulisse, lumache e cioccolatini


puntate precedenti: Intro   (1)  (2)  (3)  (4)  (5)  (6)


Settimo
Il guardiano sta cantando


Il guardiano sta cantando un'altra canzone di Bob Dylan, è seduto sulla poltrona e spizzica le corde di una gibson.
"Nobody feels any pain
tonight as I stand inside the rain
everybody knows
that baby has got me closed
but lately I see her ribbons and her bows
have fallen from her curls
She takes just like a woman..."


Nicodemo è malinconico, forse sta ricordando qualcuno che ha amato. Si alza dalla sedia con in faccia un'idea dietro gli occhiali da sole. Vede le facce di tutti quelli che ha ospitato nella sua catapecchia sul fiume, se ne sono andati tutti, senza nemmeno salutarlo. Guarda dalla finestra e vede che Ulisse è sul ponte a scrutare l'orizzonte. Appoggia la chitarra alla poltrona e s'alza di scatto.


- Da quanto tempo sei qui?- inizia Nico e le nuvole vanno a nascondere il sole.
- Non mi ricordo manco le facce di quelli che conoscevo, non mi dispiace però. Ho perfino smesso di fumare… - Ulisse guarda il mare, guarda quello che resta della sua zattera, si sforza di vedere Lisa nella schiuma di mare che si forma alla base del ponte.
- Da troppo tempo - Nicodemo non dice altro, cerca nostalgia negli occhi di Ulisse.
- Se non mi vuoi più tra i piedi basta dirlo. Mi costruisco una mia capanna, la vita da solo non m'angoscia poi tanto. Sei ingiusto, avevi detto d'essere mio amico e proprio ora che sto mettendo un pallido ordine nella mia vita mi vuoi rispedire al mittente. Io ho fatto di tutto per guadagnarmi la tua stima. Non ci sono riuscito? Posso dire di averci provato, almeno. A differenza tua. Rispondi alla mia domanda: tu da quanto tempo sei qui? -
- Da sempre. Io sono il guardiano di questo ponte. Sono nato qui e qui trascorrerò il resto dell'eternità… ma tu puoi volare via di qui, puoi tornare dalla tua famiglia, da Lisa…-
- Lisa… - Ulisse respira forte e aggiunge - Lisa mi manca… la dovresti vedere è perfetta… come un verso di Montale e ha un cervello… un cervello capace di formulare certi pensieri che mi ci blocco per intere settimane. Forse non la conosco affatto però io m'illudo, suppongo, immagino, penso, credo di amarla. Sempre per inteso che NON SO ASSOLUTAMENTE CHE COSA SIA L'AMORE -.
- La conosco. La conosco benissimo. È una delle mie clienti più affezionate… - Nicodemo forse ha parlato troppo, vorrebbe riprendersi quell'ultima frase. Ulisse s'è zittito, sente un freddo immane allo scroto, fa fatica a stare in piedi.
- Lo sapevo già. Se ci penso l'ho sempre saputo di quelle cicatrici ancora prima di vederle… ma detto da te suona così definitivo, perché non fai niente per impedirlo, lei è così viva, così bella, così… - cerca di dire qualcos'altro ma Nico lo interrompe: - Sono quelli come lei che hanno bisogno di me. Credono di trovare nel mio campionario qualche risposta ma hai visto che ancora non c'è nessuna fattura a suo nome. Continua a farsi male ma non trova mai il coraggio per smettere sul serio di sperare - Nico sorride e Ulisse per la prima volta alza gli occhi al cielo e sorride anche lui; sa bene che i sorrisi veri sono rari.
- Ulisse ti sei guadagnato il biglietto per il teatro. Incontrai qualcuno che saprà aiutarti nella tua ricerca. Capirai molte cose, oggi. Ma non perderti mai nello sconforto. È l'unica cosa che devi ricordare. -
Ulisse guarda ancora una volta il mare, è così bello da far male al cuore. Accetta l'invito di Nicodemo.


Sono di nuovo nella capanna, sui vestiti non c'è niente da fare. È ancora troppo presto. Escono dalla porta posteriore, negli occhi di Ulisse guizzano emozioni troppo forti, è indeciso. Non vuole altra confusione nella sua testaccia bacata. Nicodemo è davanti a lui nella sua salopette di pelle nera, s'è portato dietro la chitarra e gli spartiti. Nessuno ha più voglia di parlare.


I piedi spellati di Ulisse mandano scariche di nero dolore e ancora non si vede nessun teatro all'orizzonte. Camminano sotto il cielo infuocato per un tempo che sembra accartocciarsi su sé stesso. Vedono il sole sempre lì, nel mezzo del cielo. Il ragazzo cerca di stare dietro al guardiano, scaglia i suoi pensieri lontano da lì, rivede il cielo grigio di Bagheria, la sua via, la Renò 4, il gradino schiaccia-chiappe, il campanello di Lisa. Mentalmente sale i gradini, i suoi piedi assaporano il tepore chiaro del marmo. La porta è socchiusa, l'apre e lei è lì, alla finestra del bagno. Nel lavandino gocce di rosso sangue e una lametta ancora tiepida. Un'angoscia lo prende con violenza, Lisa cerca di tamponare l'ultima ferita con vari strati di tenderly. La carta succhia con troppa velocità il sangue, ne serve dell'altra. Lisa si toglie il maglione, non deve lasciare tracce. Non ha il reggiseno e si guarda nello specchio, di profilo. Riprende il suo rituale e accarezza con la sua unica inossidabile amica la pelle troppo bianca dei seni. Si guarda i polsi, anche stavolta scaglia lontano la vecchia gillette e piange… Ulisse scappa via, una fuga caotica lo rispedisce sul ponte della vita e della morte. Quell'allucinazione era troppo reale, smette di cercare palliativi mentali, focalizza i suoi pensieri solo sul teatro. Ora lo vede, è una costruzione sbilenca, il legno tarlato dell'insegna conserva solo qualche lettera scorticata. Una T e una R con scaglie di giallo. Le pareti sono grigiastre e zeppe di crepe e solo un telone li separa dall'ingresso. Nicodemo scosta il panno pesante di polvere, avanza sicuro senza neanche aspettare Ulisse, sparisce tra i corridoi. Il ragazzo ora è solo tra le lampadine multicolori che gli dipingono sul volto la faccia di un clown triste. Non riesce a scrollarsi dai capelli il ricordo di Lisa e di quella lametta che le carezza i seni. Si agita tra le ragnatele che gli sfiorano la faccia come dolci amanti tradite. Non ci sono finestre e l'aria è opprimente come velluto. Cammina a passi lenti cercando le risposte che Nicodemo gli ha sventagliato davanti. Arriva a una porta chiusa, non bussa. La maniglia gli resta nelle mani e qualcosa lo risucchia dentro e lo scaraventa su una poltrona da cinema. Gli dicono di stare zitto, Ulisse non riesce a vedere, gli occhi faticano ad abituarsi, il buio della sala lo inquieta. Il sipario si alza su un attore con la faccia dura di chi non dorme da mesi. Aspettava qualcuno o qualcosa dietro una porta chiusa. Non aveva la chiave e si dannava in inutili girotondi vagheggiando pensieri contorti. Si spegnevano i riflettori e poi si riaccesero sugli occhi dell'attore, era invecchiato da una scena all'altra, sempre lì, dietro quella porta a giocare con le illusioni. Tossiva una tosse di vecchie sigarette, di notti insonni, di stanchi amori trascinati controvoglia. Gl'interessava solo sapere che c'era dietro quella porta, aveva atteso tutta la vita dietro quella porta forse terrorizzato da una vita vuota. Gli occhi vagavano dalla porta alla finestra dove una luna gelosa gli chiedeva attenzione. Stava seduto su quella sedia scomoda e scricchiolante, suonava ancora quella melodia densa di malinconia. Dietro quella porta ci dovevano essere le risposte che aveva cercato per tutta la vita, non s'era mai stancato di aspettare. Aspettava ancora quando la Morte bussò dall'altra parte della porta chiusa. Finalmente la porta s'apriva e una donna nuda entrava fasciata in un velo nero troppo sottile. I capelli neri svolazzavano nel vento freddo della sera, suonava quella stessa melodia all'arpa che trascinava dietro di sé. Suonò mentre piangeva e senza parlare abbracciò l'uomo che l'aveva aspettata per tutta la vita. Il sipario calò sul velo che fasciava i due amanti in un abbraccio senza fine.


Il pubblico applaudiva il fascino crudele della Morte e la passione di quell'uomo che aveva scelto di dedicarle tutta la sua esistenza. Anche Ulisse batteva le mani con una nuova tristezza negli occhi. I suoi pensieri sfrecciavano lontani, attraversavano distanze stellari e andavano ad accarezzare Lisa, la sua bocca, i suoi denti bianchi, i suoi occhi neri.

12/06/03

Le torri di Hanoi


«nel grande tempio di Brahma a Benares, su di un piatto di ottone, sotto la cupola che segna il centro del mondo, si trovano 64 dischi d'oro puro che i monaci spostano uno alla volta infilandoli in un ago di diamanti, seguendo l'immutabile legge di Brahma: nessun disco può essere posato su un altro più piccolo. All'inizio del mondo tutti i 64 dischi erano infilati in un ago e formavano la Torre di Brahma. Il processo di spostamento dei dischi da un ago all'altro è tuttora in corso. Quando l'ultimo disco sarà finalmente piazzato a formare di nuovo la Torre di Brahma in un ago diverso, allora arriverà la fine del mondo e tutto si trasformerà in polvere».

11/06/03

Dicotomico #FF6600


Io la bacheca l'ho conosciuta grazie a Zummo. La mia vita la posso spaccare in due: c'è una parte ante-Zummo e una parte post-Zummo. Tutte le cose che m'hanno sbiadito la patina bacchettona le devo a Zummo. Zummo l'ho conosciuto che avevo 14 anni e una panza da bevitore di birra professionista, lui quel giorno mi guardò schifiato e non potevo aspettarmi di meglio, ero vestito con un pantalone rosso e una camicia giallla, i capelli li avevo con la riga e la faccia da minchione. Non è che oggi questi caratteri recessivi siano completamente scacciati, sono sempre in agguato ma la Zummità che Zummo mi ha infuso li tiene abbastanza lontani.
La bacheca me l'ha regalata Zummo, mi ricordo ancora, era una versione arancione, con orribili gif animate: c'era la bettola, c'erano i personaggi della III^ C e c'erano i libri di Giga con i grafici su Porco Busy. La cosa che mi è rimasta appiccicata in tutti questi anni è una foto di Zummo nella home page che diventava un pagliaccio con i capelli verdi e il naso rosso. Sono strani i ricordi...niente può cancellare la prima volta che ho visto la fabbrica dove nasceva la bacheca: era la prima volta che entravo nel regno di luimik, la stanza prendeva consistenza piano piano: ecco sul muro i quadri di Giga con l'essere con la faccia a banana, una tastiera, una palestra da camera, quella specie di dondolino che serve per gli addominali, il porta-bottiglie da cantinero, le chitarre, gli spartiti e lì il computer troneggiante. Il computer dove nasceva la bacheca... Certi ricordi ti fanno compagnia per una vita... la bacheca è uno di quelli. Certo, non sapremo mai come finirà il giallo dell'estate (ricordate?) o perché la bettola ha chiuso, nè che fine ha fatto il libro di Ignazio Sardina (o era un nome simile) sui suoi anni al liceo (pubblicizzato per almeno un anno). C'era The zummo witch project e quella animazione in flash surreale e c'ero pure io con Dicotomico's stories. C'eravamo tutti, ci siamo ancora e la bacheca è ancora qui, rimane il prisma in cui scomporci.
Io credo nella bacheca, credo che non riuscirò mai a scalfire il primato grafico di Giga, credo che Mitch realizzerà il suo sogno e suonerà il contrabbasso in smoking e ciabattones. Credo che il fratello (non più) piccolo di Luigi e Michele mi odi ancora, credo che c'è un posto dove radio sassari trasmette 24 ore al giorno e dove la gente chatta per un'ora e mezza quando sarebbe più facile andare a ridere con i bocca un pizza sub della signora Mineos. Credo che nella mia stanza 121 c'è un'altra grande paura: una vita parallela senza la bacheca. Una vita parallela in cui Zummo in quella domenica mattina non mi aggiunge tra i preferiti quel chilometrico amatissimo indirizzo: digilander.iol.it/luimik/index.htm
. Una vita senza l'arancione #FF6600.

10/06/03

Bart wrote...


un rutto non e' una risposta
non devo pavoneggiarmi come se fossi il padrone di ogni cosa
non ho la patria postesta' sui bambini della prima elementare
scrivere in corsivo non significa scrivere corretto
i trapianti di organi vanno lasciati ai medici competenti
non ho visto elvis
non istighero' piu' alla rivoluzione
non disegnero' donne nude in classe
le punizioni non sono noiose e senza senso
non gridero' piu' " al fuoco ! " nella classe affollata
non incoraggero' piu' gli altri a volare
non diffamero' piu' new orleans
non prescrivero' piu' medicine
non portero' piu' pecore in classe
non scambiero' piu' i pantaloni con gli altri
non sono una donna di 32 anni
il caffe' non e' per i bambini
non mangero' piu' cose sotto pagamento
non ho l'immnunita' diplomatica
nessuno e' interessato nelle mie mutande
non vendero' piu' cure miracolose
la biancheria intima va messa dentro e non fuori
non mi nascondero' piu' dietro il 5° emendamento
non dormiro' piu' durante le lezioni
non sono un dentista
devo terminare cio' che ho iniziato
non sono autorizzato a dare fuoco ai supplenti
i miei compiti non sono stati rubati da un uomo con la pistola
non spediro' piu' grasso per posta
non usero' piu' abbrev.
5 giorni non sono tanti per aspettare una pistola
dire "stavo scherzando" non giustifica insultare il preside
non sono la reincarnazione di sammy davis jr.
i fagioli non sono frutta ne' strumenti musicali
il gas nervino non e' un giocattolo
ralph non fa "morph" se lo si strizza forte
non sprechero' piu' il gesso
non andro' con lo skateboard nei corridoi
non ruttero' piu' in classe
non dirigero' piu' mie esercitazioni anti-incendio
non coniero' piu' monete con la mia effige
stanno ridendo di me e non con me
non mi chiamo dott. morte
non seppelliro' piu' i bambini di prima elementare
non fotocopiero' piu' la mia faccia
il maestro non e' un lebbroso
non devo giudare l' auto del preside
non gridero' piu' "e' morta" durante l'appello
non andro' molto lontano con questo modo di fare
il fango non appartiene ad uno dei quattro gruppi alimentari
non mi devo dare delle arie
non devo sculacciare gli altri
non devo piu' cercare di corrompere il preside
sputare non significa liberta' di parola
l'inno nazionale non termina con "ave satana"
il bagno dei maschi non e' un aquapark
nessuno e' interessato alle mie ascelle
le bruciature indiane non sono un nostro retaggio culturale
la verita' non e' qui fuori
la smettero' di parlare del pianista alto 30 centimetri
LE MUTANDATE NON SONO SALUTARI NE PER I BAMBINI NE PER OGNI ALTRO ESSERE UMANO
non chiamero' piu' il direttore "testa di rapa"
a nessuno piacciono gli schiaffoni sulle scottature
non faro' piu' pagare il biglietto nei bagni
i criceti non possono volare
la prossima volta potrei esserci io, sull'impalcatura
I BART BIGLIETTONI NON SONO VALUTA LEGALE
non vedo niente di strano nell'ozio della maestra
il baccano divertente non e' divertente
non declamero' l'ignoranza dei maestri
non chiamero' piu' la meastra "bella gnocca"
la gomma all' aglio non e' un bello scherzo
non faro' piu' quella cosa con la mia lingua
non faro' piu' puzze rumorose in classe
il pianista nano non e' un castigo divino
non ho visto nulla di strano nella sala professori
non devo sbirciare nel bagno delle bambine
non distribuiro' piu' alcoolici ai compagni
fumare nuoce alla salute
non sta bene sputare nei corridoi
non devo giocare col mio pistolino
non attacchero' piu' gomme sulla lavagna
non faro' piu' roteare la tartaruga
i miei compiti non sono stati rubati da un uomo monco
non applichero' ordigni esplosivi alle caffettiere
non sono il mio fratello gemello
restituiro' il cane guida
il catrame non e' un giocattolo
non fa schifo essere te
a nessuno importa quale è la definizione di
non sono un parrucchiere diplomato
"E' stato il presidente" non è una buona scusa
chiappe.com non è il mio indirizzo email
Non intenterò cause legali frivole
La mia mamma non è amica di Jerry Seinfeld
Sherry non è "chiappona"
Sono proprio stanchissimo
Non sono stato lì nè ho fatto quella cosa
Non posso assolvere i peccati
Nessuno vuole sentire le mie ascelle
I denti dondolanti non hanno bisogno del mio aiuto
La grammatica non è una perdita di tempo
Nessuno è interessato alla mia sciatica
Anche gli zoticoni sono persone
non sostituiro' gli anticoncezionali della maestra con delle mentine
per fare un'esercitazione anti-incendio non serve un incendio
il mio sedere non è degno di un sito internet
 

08/06/03

Ci sono film che ti segnano a vita.


E fanculo la serie A (ricordando che sono Palermitano...), capita. Proprio come la merda. Seguendo la libera associazione sinoptica: "Jenny, I don't know if Momma was right or if, it it's Lieutenant Dan. I don't know if we each have a destiny, or if we're all just floating around accidental-like on a breeze, but I, I think maybe it's both. Maybe both is happening at the same time." Molta filosofia, il prossimo presidente degli Stati Uniti dovrebbe essere un giardiniere dell'Alabama, il mondo andrebbe molto meglio.