27/03/09

Comunicare dovrebbe essere il mio mestiere...

...sia quando scrivo per qualche testata, sia quando impartisco lezioni a somari d'ogni taglia e modello.


Però ogni volta che devo partorire un comunicato stampa la mia autopercezione si sfalda in tanti piccoli tonini, un po' come Woody nell'insuperabile Io e Annie, mi vedo giovane e inesperto aspirante giornalista.


Aspiro ancora a togliere la sedia da sotto il divin culo di D'Orrico, magari col naso un po' intasato dalla sinusite cronica, e - diciamocelo - giovane lo sono sempre stato un po' di meno, vicchiusu nell'animo e tendente da anni a quattro peli grigiometalizzati come il mio frigorifero e la mia ford fiesta.


Prima che la vita m'azzannasse, come fa con tutti, mi scompisciavo a leggere il carabinierese degli altrui comunicati stampa. E mica che mi limitavo a questo, sfottevo spocchiosamente i malcapitati ogni volta che ne avevo l'occasione. Quindi evito come la peste di mandare papelli cestinabili di primo acchito.


Chissà se ci riesco davvero. Ce la metto tutta: metto il comunicato, breve e coinciso come mestiere insegna, nel corpo della mail per i lagnusi che manco lo sforzo d'aprire allegati vogliono fare ché il tempo è denaro, per poi passare trecento vite su facebook a farsi banchetti di cazzi alturi; e con la mia clip virtuale c'infilo sia il testo in formato doc che in pdf, che l'odt e il docx ancora latitano.


Più confuso che persuaso, lascio il mio ultimogenito a voi e alla vostra amabile comprensione.


Lo trovate qui, in pdf.


Riguarda l'evoluzione del progetto BombaSicilia e la nascita di misteriosi pupi di zuccaro, pronti a battagliare contro l'inarrestabile svanire che ci attornia.


P.S. Consiglio a tutti l'ultimo esile libro della Maraini, Sulla mafia, pubblicato dalla Perrone editore. 96 densissime pagine, con un monologo vibrante, gli articoli usciti sul corriere e un'intervista alla scrittrice fatta da Paolo Di Paolo.

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