CON GLI OCCHI PIENI DI KUBRICK
Cala e ricala l'osso impugnato dalla scimmia.
Guardava la luna e aspettava vendetta per bere alla pozza.
Ruota nel suo ultimo valzer la navicella per
l'occhio rosso del computer.
Sono fuori, nello spazio cosmico
guardo il silenzio delle stelle,
sento solo il mio respiro.
Li ha uccisi, uno
dopo l'altro hanno continuato
il loro sonno senza sogni.
E il mio amico fluttua giallo
nel buio. Vado.
Verso l'infinito. E oltre.
Lascio a voi il tempo.
Mangio e ora muoio.
Vedo il nero.
Non c'è niente, nemmeno la morte. Solo silenzio.
(toninopintacuda)
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